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LOVE, di arte e di amore

"Che ne dici di un romantico a Milano" così cantavano i Baustelle in una vecchia canzone, così ci domandiamo noi, oggi, visitando la mostra "LOVE. L’arte contemporanea incontra l’amore." alla Permanente, in via Turati 34. Il

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“Che ne dici di un romantico a Milano” così cantavano i Baustelle in una vecchia canzone, così ci domandiamo noi, oggi, visitando la mostra “LOVE. L’arte contemporanea incontra l’amore.” alla Permanente, in via Turati 34.

Il tema dell’esposizione è quello universale dell’amore, declinato dai grandi nomi dell’arte contemporanea internazionale in una raccolta di opere selezionate dal curatore Danilo Eccher. Un percorso tra 39 opere che compongono questo racconto sull’amore, nate da artisti come Yayoi Kusama, Tom Wesselmann, Andy Warhol, Robert Indiana, Gilbert & George, Francesco Vezzoli, Tracey Emin, Marc Quinn, Francesco Clemente, Joana Vasconcelos e altri.

Una delle opere che spicca tra gli altri capolavori è sicuramente Love di Robert Indiana, il famoso quadrato di lettere che dagli anni ’60 risiede nell’immaginario collettivo di tutti. E poi ancora Smoker #3 (3-D) di Tom Wesselmann, la celebre One Multicoloured Marilyn (Reversal Series) di Andy Warhol con il volto di Marylin Monroe in versione pop art, e il Coração Independente Vermelho #3 (PA) di Joana Vasconcelos, un gigantesco cuore fatto di posate di plastica rosse che canta, con la voce di Amalia Rodriguez, l’incanto del fado.

Nel percorso di visita ogni opera d’arte racconta una sfaccettatura diversa di un sentimento mai uguale. Ed anche le pareti partecipano all’esposizione, invitando gli spettatori a lasciare un messaggio sui muri per raccontarsi a loro volta. Infatti, come in alcune interviste ha sottolineato il curatore, sull’amore tutti possiamo dire qualcosa e non c’è nessuno che possa dirsi più esperto degli altri. La storia di ciascuno è a se stante e in ognuna c’è una scintilla di sacro, profano e di arte.

Anche per questo è stato eliminato il divieto di fotografare in modo che gli amori felici, attesi, incompresi, odiati, trasgressivi, poetici, non convenzionali e sublimi che vengono esposti e raccontati in mostra diventino una galleria digitale, innovativa e dinamica che si snoda, con l’hashtag #lovemilano, sui vari social network dove diventano una nuova espressione artistica ed emozionale.

Articolo scritto da Linda F. collaboratrice del blog Anthea’s Fashion. Ecco una sua bio:  37 anni, insegnante, viaggiatrice, scrive di tutto e un sogno: poter correre nei musei come Jules e Jim. Ama fare e disfare le valigie, crede che sia bello partire e anche ritornare. Odiava Milano ed ora non riesce più a farne a meno. È diventata la città che può chiamare casa.

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antheafashionblog@gmail.com

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