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Safari al Kruger National Park

Il Sudafrica è uno stato molto grande, ricco di bellezze naturali molto diverse tra loro. Di sicuro, uno dei luoghi più emozionanti è il Kruger National Park, un parco che estende per 20.000 kmq ai

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Il Sudafrica è uno stato molto grande, ricco di bellezze naturali molto diverse tra loro. Di sicuro, uno dei luoghi più emozionanti è il Kruger National Park, un parco che estende per 20.000 kmq ai confini con Mozambico e Zimbabwe.

Siamo partiti da Johannesburg con un tour organizzato e ci siamo diretti verso il varco di accesso Crocodile Bridge. Percorrendo la strada ed uscendo dalla grande città si inizia ad ammirare il cambiamento del paesaggio, lungo la strada incontriamo piccoli villaggi con persone locali che vendono arance sulla strada, miniere di oro e diamanti, qualche cittadina ed alcune piantagioni di agrumi (limoni, mandarini ed arance). Il traffico scorre abbastanza veloce, siamo un po’ frastornati dalla guida a destra ma dopo qualche ora iniziamo ad abituarci. Ci fermiamo per una sosta a pranzo a Malelane, una piccola cittadina all’ingresso sud del Kruger Park e qui ci rendiamo definitivamente conto di essere in Africa. Si respira un’aria diversa, le loro abitudini sono diverse dalle nostre e per noi non sempre comprensibili da subito…ad esempio nei primi giorni mi aveva colpito il fatto che quando si entra in un ristorante ma anche in un fast food sono lentissimi a prendere ordini ed a portare il cibo…inizialmente mi spazientivo un po’…poi la guida ci ha detto: “Relax….african times…” ed in poche parole ho capito che ero in vacanza e che non avevo nessuna fretta e così mi sono abituata ai loro ritmi :)

Dopo pranzo partiamo per il primo safari al Kruger National Park entrando dal Gate Crocodile Bridge. Siamo emozionantissimi, è il nostro primo safari e non abbiamo idea di cosa avremmo visto di lì a poco. I primi a farsi notare sono due elefanti che camminano tranquilli nel bush poco dopo l’ingresso…poco dopo una iena ci attraversa la strada e decine e decine di impala e zebre ci salutano al nostro ingresso.

Qualche ora dopo ci dirigiamo a cena nel nostro lodge situato a Marloth Park, un parco vicino al gate Crocodile in cui si trovano case private e lodge turistici circondati da giraffe, impala, facoceri e zebre.

La vita nel bush ha ritmi molto diversi…si va a dormire quando fa buio (cenando abbastanza presto) e ci sveglia all’alba, insieme agli animali. Abituarsi a questi ritmi è fondamentale per vivere al massimo l’esperienza del safari.

La mattina dopo puntiamo la sveglia alle 4,30 e partiamo per il nostro primo safari all’alba. Entriamo al solito gate ed attraversiamo il ponte sul fiume pieno di coccodrilli ed ippopotami. Il profumo della terra e delle piante è molto intenso ed i colori cambiano davanti ai nostri occhi mentre il sole sorge. Ad un certo punto, sentiamo un suono e la guida ci spiega che sono gli impala che stanno segnalando un pericolo…rimaniamo in silenzio a pochi metri…delle giraffe scappano via velocemente…e poco dopo appare ai nostri occhi una splendida leonessa che era intenta nella sua caccia mattutina. Mi batteva il cuore fortissimo, ho avuto un brivido vedendo per la prima volta un leone nel suo habitat naturale…credo che proprio in quel momento ho iniziato ad amare l’Africa.

Il nostro giro è proseguito tra zebre, giraffe, facoceri, gnu, bufali ed elefanti.

La sera ripartiamo per il nostro safari al tramonto. Saliamo sulle jeep del parco perchè di notte sono le uniche autorizzate a girare. Appena partiti un gruppo di rinoceronti bianchi e neri passeggia di fianco alle nostre jeep…sta per iniziare il tramonto ed una luce dorata li avvolge di fascino. Il tramonto sul bush e sulla savana è qualcosa di indescrivibile…il sole è rosso come il fuoco e grandissimo, dona una luce dorata al tutto. Sembra di essere nel cartone animato del Re Leone, con gli animali che escono al tramonto regalando dei paesaggi indimenticabili.

Quei tramonti ti entrano in testa e non ti lasciano più…i paesaggi ti graffiano il cuore in un modo indelebile…non credevo potesse esistere il Mal d’Africa, ma ora so bene di cosa si tratta.

Nei giorni seguenti nel Kruger National Park continuiamo a scoprire il mondo animale, le sue gerarchie ed i suoi ritmi: dai piccoli uccelli, ai cuccioli di leone fino agli ippopotami al tramonto…imbattendoci anche in qualche giovane maschio di elefante che voleva far vedere la sua forza nei nostri confronti, ma la nostra guida l’ha gestito al meglio facendolo tornare sulla sua strada.

Una notte il ranger, mentre giravamo per il parco alla ricerca del leopardo (l’unico dei big five che non siamo riusciamo riusciti a vedere) ha spento la jeep e ci ha invitato ad osservare il cielo. Lì, nel mezzo della savana, il cielo ha un fascino unico…si vedono ad occhio nudo un’infinità di stelle, le costellazioni sono luminose e la via lattea si vede benissimo. In quel momento un brivido mi ha attraversato la schiena…ero su una jeep nel mezzo della savana, intorno a me leoni, leopardi e tantissimi altri animali….in quello luogo così sperduto, così lontano da casa, mi sentivo tranquilla e felice. Questa è l’Africa, ti affascina in ogni suo angolo, in ogni suo momento, così da farti sentire a casa anche se sei miglia e miglia lontano dalle tue certezze e dalla tua vita reale.

I giorni seguenti sono stati un susseguirsi di splendidi avvistamenti all’interno del parco e mi dilungherei troppo a raccontarli tutti…ma nelle foto ho cercato di scegliere gli avvistamenti più belli ed emozionanti. Dopo tre giorni intensi di safari ci dirigiamo verso Malelane, per visitare il piccolo stato dello Swaziland il giorno seguente.

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