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Bistrò alla Stazione Centrale di Milano

"Mi dicevano che, quando è venuto Wright a Milano, ed è venuto una volta sola, si è veramente impressionato ed ha detto che è la più bella stazione del mondo. Per me lo è anche

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“Mi dicevano che, quando è venuto Wright a Milano, ed è venuto una volta sola, si è veramente impressionato ed ha detto che è la più bella stazione del mondo. Per me lo è anche rispetto alla Grand Central di New York. Conosco poche stazioni così.”

intervista all’arch. Aldo Rossi, 1996

La Stazione Centrale è il monumento più caotico per definizione di una Milano fatta sostanzialmente di pendolari di tutti i tipi, molto spesso alle prese con tempi ristretti e sovente semplici e distratti “attraversatori” di questa struttura immensa, ereditata da un’epoca neanche troppo antica, ma davvero lontana dai giorni nostri. Ma anche estremamente bella, artisticamente imponente e che racconta più storie di quanto immaginiamo.

La sua costruzione è strettamente legata ad un periodo molto “effervescente” del nostro passato recente: la fine della prima guerra mondiale, il ventennio fascista, la crescita che la città stava in quel momento vivendo sia in termini di abitanti che di estensione territoriale; non dimentichiamoci che tra il 1918 e il 1923 vennero annessi al Milano oltre una ventina di comuni limitrofi e frazioni; come Affori, Crescenzago, Greco, Turro e Lambrate tanto per citarne qualcuno.

 

La Stazione Centrale di Milano è stata sottoposta, negli ultimi anni, ad una ristrutturazione interna di grande impatto sugli ambienti e percorsi da parte di Grandi Stazioni.

 

La Galleria delle Carrozze è stata chiusa al traffico, le fermate dei taxi spostate all’esterno, la biglietteria arretrata, le scale mobili eliminate e sostituite con rampe mobili più lunghe in posizione diversa, e tutti i grandi spazi sono stati riempiti di negozi e bistrò come una delle migliori vie del centro. Sono state poi ripulite tutte le statue, le vetrate e i marmi così da riportarla agli antichi splendori. Sono state risistemate anche le due balconate che si affacciano sui binari che la rendono bella e “frivola”.

 

Ora la Stazione Centrale è diventata un vero e proprio centro per lo shopping e la socializzazione: troverete tutto quello che state cercando da un buon posto per mangiare, ai migliori marchi per l’abbigliamento e della tecnologia.

 

Infine i Magazzini Raccordati – così si chiamano i circa cento grandi spazi limitrofi ai binari, in disuso da quasi 20 anni – sono stati ristrutturati ed adibiti a luoghi plurifunzionali ed ospitano, anche durante il Salone del Mobile, kermesse, mostre d’arte ed eventi esclusivi.

 

Se cercate poi un post veramente glam nel quale fermarvi dalla colazione alla cena prima di prendere un treno, o appena tornati a Milano, vi consigliamo “Maio Bistrò”. E’ un luogo moderno e raffinato dal look internazionale, con un’anima e prodotti Made in Italy. Qui è possibile trovare sempre una selezione di sfiziose proposte: per un dolce buongiorno cornetti farciti al momento con creme e marmellate create dai pasticceri, per uno spuntino al volo o comodamente seduti al tavolo: pizza, sandwiches, pasticceria, centrifughe e succhi di frutta freschi.

Maio Bar & Bistro si prefigge di essere: un ambiente comodo, raffinato e versatile dove sostare dalla mattina alla sera, anche per lavoro, grazie alle postazioni di coworking e alla sala meeting da 15 posti con tutte le dotazioni di un ufficio a disposizione. Aperto dal lunedì alla domenica dalle 7 alle 22.

Noi per il momento lo abbiamo provato a cena tra luminose finestre aperte sulla stazione, pareti verdi, banani e calici di vino abbiamo assaggiato una cucina con forti richiami ai sapori piemontesi, con particolare attenzione alla selezione delle materie prime, con eccellenze come il riso Carnaroli allo zafferano e cristalli di liquirizia o la tartare di Fassona Piemontese. Sicuramente troveremo altre occasioni per sperimentare la loro ricca selezione anche in vista di prossime partenze.

Articolo scritto da Linda F. collaboratrice del blog Anthea’s Fashion. 

Bio:  37 anni, insegnante, viaggiatrice, scrive di tutto e un sogno: poter correre nei musei come Jules e Jim. Ama fare e disfare le valigie, crede che sia bello partire e anche ritornare. Odiava Milano ed ora non riesce più a farne a meno. È diventata la città che può chiamare casa.

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