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Parchi a Milano. E’ l’ora del pic nic.

  Parchi a Milano. E’ l’ora del pic nic. Milano è una grande città ma tra il suo traffico e le persone che vanno sempre di corsa da una fermata all’altra del metro ci si trova sempre

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Parchi a Milano. E’ l’ora del pic nic.

Milano è una grande città ma tra il suo traffico e le persone che vanno sempre di corsa da una fermata all’altra del metro ci si trova sempre ad ammirare quei piccoli o grandi spiazzi di verde posti qua e là. Il polmone verde della città è dislocato su più fronti: da Parco Sempione nel cuore di Milano, a Parco Nord più in periferia, per poi tornare in centro con i Giardini di Porta Venezia o altri parchi, sconosciuti ai più. Questi poi, per noi amanti dei pic nic, sono i luoghi giusti per una domenica di svago e relax.

# Giardini Indro Montanelli

I giardini di Porta Venezia che, dal 2002, sono stati rinominati Giardini Indro Montanelli in ricordo del giornalista e saggista che trascorreva parte delle sue giornate passeggiando nel parco. Questi giardini furono il primo parco milanese espressamente dedicato allo svago di tutti.  Adesso ha l’aspetto di un giardino all’inglese, ospita opere di arte contemporanea oltre che Museo Civico di Storia Naturale e il Planetario Ulrico Hoepli, progettato dall’architetto Pietro Portaluppi.

In origine, come ogni grande città europea, anche Milano aveva il suo zoo, che si trovava proprio all’interno dei giardini Indro Montanelli. Dello zoo, chiuso nel 1992, sono rimaste alcune gabbie e la vasca delle otarie riadattate e inglobate nel Museo Civico.

# Parco Sempione

Parco Sempione è il secondo parco costruito a Milano e deve il proprio nome al fatto di essere posto lungo la direttrice che dal Duomo porta, attraverso l’Arco della Pace, al Passo del Sempione. Posto sul luogo dell’antica Piazza d’armi del castello fu realizzato a partire dalla fine dell’800. Già all’epoca della sua realizzazione diventa sede di iniziative pubbliche, come l’Esposizione Internazionale del 1906 di cui resta, come testimonianza, il padiglione dell’Acquario civico in stile Liberty. L’idea progettuale fu quella di un grande parco all’inglese, composto da corsi d’acqua, sentieri, brevi alture e con un magnifico gioco prospettico tra il Castello e l’Arco della Pace.

 Dagli anni ’70 ad oggi è stato arricchito da opere contemporanee di arte ed è sede oltre dell’Acquari civico, anche della Torre Branca e del padiglione della Triennale dove si può ammirare anche la scultura i “Bagni misteriosi” di Giorgio De Chirico. Nel parco infine dovete cercare il famosissimo Ponte delle Sirenette.

# Parco della Guastalla

Commissionato dalla contessa Paola Ludovica Torelli della Guastalla e terminato nel 1555, fu realizzato secondo lo stile del giardino all’italiana e per quasi 500 anni è rimasto provato. Negli anni ’30 venne acquisito dal comune di Milano che si operò per restaurarlo preservando la grande peschiera centrale tutt’ora circondata da cespugli di rose e arbusti.

La stessa peschiera è considerata un gioiello barocco, con balaustre di pietra e ringhiera di ferro, formata da due terrazze in comunicazione tra loro attraverso quattro rampe di scale, poco distante p ancora visibile un’edicola  seicentesca contentente un gruppo in cotto e stucco raffigurante la “Maddalena assistita dagli angeli” e un tempietto neoclassico.

# Biblioteca degli alberi

La biblioteca degli alberi di Porta Nuova, che già nel suo nome racchiude qualcosa di magico, sta sorgendo a Milano, sarà il terzo parco più grande del centro città. Il parco è un mix tra raccordo urbano, campus culturale e giardino botanico a due passi dal bosco verticale, grattacielo di bioedilizia. Tutti i percorsi si intrecceranno tra loro, infatti sarà aperto solo in autunno, e di contorno ci saranno alberi e foreste circolari. E ancora tetti verdi sopra edifici culturali, educativi, sociali e commerciali.

# Il perfetto pic nic

Non può esistere pic nic perfetto senza due dettagli particolari; bisogna essere dotati di un’ottima copertina e di buonissimo cibo.

Per la prima ci pensa Canadian, brand di abbigliamento tecnico da viaggio, con la sua coperta da pic nic a forma di pelle d’orso. Adatissima alla spiaggia, alla montagna o anche al verde cittadino. E’ ripiegabile, tanto da poter essere portata come borsa a tracolla. E’ simpaticissima, con il suo musetto sorridente ed con la sua quadrettatura crea subito l’atmosfera da pic nic.

Per il perfetto cestino invece ho scelto  Jarit, ristorante in centro a Milano, che ha come filosofia quella di racchiudere dentro un vasetto di vetro un’esperienza gastronomica senza eguali. L’obiettivo principale di questo bistrot a 4 passi dal Duomo è quello di far gustare agli avventori un piatto di alta qualità, preparato con le migliori materie prime e secondo la tradizione delle ricette italiane, ideate tra l’altro da chef stellati di Lombardia e Piemonte. Jarit poi propone un nuovo format di ristorazione che coniuga il take-away (i vasetti pastorizzati possono essere conservati in frigorifero per 20 giorni) e la formula “seat&eat”, direttamente nello store milanese, si possono assaggiare le varie preparazioni servite in barattoli di design ideati da Marcello Morandini. Uscirete da questa esperienza gourmet sazi e desiderosi di sperimentare altre soluzioni in altre stagioni o con altri abbinamenti. Così basta recarsi al ristorante, fare la propria scelta, chiedere di scaldarvi la pietanza e gustarlo nel parco che più vi aggrada. Noi abbiamo amato la piovra con fregola e pomodorini, ma il menù cambia ogni mese e ci sono sempre novità da sperimentare. Al prossimo pic nic allora.

Articolo scritto da Linda F. collaboratrice del blog Anthea’s Fashion. 

Bio:  37 anni, insegnante, viaggiatrice, scrive di tutto e un sogno: poter correre nei musei come Jules e Jim. Ama fare e disfare le valigie, crede che sia bello partire e anche ritornare. Odiava Milano ed ora non riesce più a farne a meno. È diventata la città che può chiamare casa

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antheafashionblog@gmail.com

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