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Livorno in pillole

di Linda Fiumara  Io a Livorno ci sono nata. Ma, sono anche fuggita appena ho potuto. La sentivo piccola e poco accogliente. All'epoca forse non mi sbagliavo, ma oggi, sicuramente, sta cambiando volto. Per il resto del

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di Linda Fiumara 

Io a Livorno ci sono nata. Ma, sono anche fuggita appena ho potuto. La sentivo piccola e poco accogliente. All’epoca forse non mi sbagliavo, ma oggi, sicuramente, sta cambiando volto.

Per il resto del mondo è semplicemente un porto da cui partire per la Sardegna. O la patria del cacciucco e del famoso Vernacoliere. Questo perchè tra le tante bellezze della Toscana, così ricca e sfacciata, Livorno risulta una perla nascosta e ben custodita dai livornesi che di lei ne sono gelosi.

Il popolo labronico così divertente e sagace, sa anche essere timido e tenebroso, ma sempre si mostra ospitale verso turisti, viaggiatori e forestieri.

Ed io spero che i rinnovati segni di questa apertura e di questa nuova attitudine alla bellezza siano solo i primi che scopriremo assieme.

# Cosa vedere. Livorno in pillole

Il Mercato centrale

Amedeo Modigliani amava il Mercato delle Vettovaglie, che per le strane coincidenze di cui è piena la vita, per qualche tempo, fu paragonato al Louvre tanta era la sua bellezza. Addirittura Modí, come lo chiamiamo da queste parti, prese in affitto uno stanzone nei piani alti della costruzione del Mercato, angolo via Gherardo del Testa, e portandovi delle pietre si mise a fare scultura, realizzando alcune teste. Quando poi decise di tornare a Parigi, leggenda racconta, che queste opere siano state gettate nel Fosso Reale; fosso che, nel 1984, fu teatro del famoso ritrovamento di alcune teste fasulle, realizzate da alcuni giovani livornesi. Tra i banchi si possono trovare banchi che vendono il pane insipido classico della Toscana da accompagnare alla ricca selezione dei salumi locali, ma anche gli ammollati ovvero i venditori di baccalà e stoccafisso.

La fortezza vecchia

I bastioni della Fortezza Vecchia, quella che guarda a mare, abbracciano il Mastio di Matilde e la Quadratura dei Pisani hanno quasi 500 anni, dunque più di qualche giro di sveglia, diverse cicatrici sulla pelle e un pallore che nessuno si è mai preso la briga di rinfrescare dal dopoguerra ad oggi. Ma provate, entrando dall’ingresso che guarda verso il piazzale-parcheggio della stazione marittima, a perdervi nel dedalo di corridoi, volte a botte e scalinate che portano dalle segrete stanze fino alla torre della Canaviglia; sfiorate l’acqua al di là di grate e portoni arrugginiti. E poi chiudete gli occhi. Vi sembrerà di rivederla nel suo antico splendore. E sarete sopraffatti dalla meraviglia.

La venezia 

C’è un quartiere a Livorno che si chiama La venezia proprio perchè come la città lagunare presenta  canali, ponticelli, vicoli e piazzette.

I canali, anche qui navigabili sono i cosiddetti Fossi Medicei, costruiti al tempo dei Medici per agevolare il trasporto delle merci. Il Granduca si servì infatti delle maestranze venete per costruire i palazzi sull’acqua, esattamente come a Venezia. Questa zona della città ha un fascino davvero particolare e un’atmosfera piuttosto vivace, popolare e pittoresca. Il quartiere inoltre è l’unico della città labronica ad esser scampato ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Il NUOVO museo della città

L’antico edificio dei Bottini dell’Olio nel cuore del quartiere de La Venezia era il grande deposito oleario del ‘700 voluto da Cosimo III con ampi ambienti e volte a crociera, un tempo adibiti alla conservazione dell’olio, oggi è diventato “Museo della Città”. Attraverso oggetti, immagini, opere d’arte, sprazzi di ironia, installazioni e supporti multimediali si può ripercorrere la storia di Livorno, in un suggestivo “viaggio” nel tempo per recuperarne la memoria antica e renderla presente, ma soprattutto futuro. Dalla fondazione della città ai film di Virzi, dalle pagine del vernacoliere alle testimonianze interreligione in questo museo si ripercorre la storia ricca e vivida della città, della sua archietttura e del suo mare.

# Cosa Mangiare 

Il cacciucco

A Livorno si dice che per preparare un buon cacciucco occorrono almeno 5 varietà di pesce, tante quante sono le “c” comprese nel suo nome. Il cacciucco è una zuppa di pesce creata dalla fantasia del pescatori per utilizzare il pescato invenduto. È schietta, robusta e piena di gusto come sono i livornesi. Quelli veri. Un bel posticino, a picco sul mare, facilmente accessibile e con ampio parcheggio, dove assaggiare questa zuppa, ancora fatta alla vecchia maniera è il ristorante Novelli ad Antignano, uno dei quartieri periferici della città.

Oltre al cacciucco potrete mangiare prelibate cruditè ed un leggerissimo fritto misto. Assaggiate in chiusura lo “sgruppino” ovvero il sorbetto al limone con vodka.

Vista l’affluenza e la nomea del locale, la prenotazione è d’obbligo.

Colazione Glam – Chalet della Rotonda 

Dopo anni di abbandono, contese ed incuria, è stato riaperto lo Chalet de la Rotonda, dove far colazione (ma anche pranzare o fare l’aperitivo) tra l’aria salmastra del vicino litorale ed i suoni intimi ed intensi della bellissima pineta che lo circonda. Lo Chalet è una storica struttura degli anni ’30 dalla forma ottagonale che è rimasta intatta nel tempo, arricchita oggi da due ali realizzate con delle ampie vetrate, che consentono agli ospiti dello Chalet di avere una splendida vista sul parco.  All’interno  è stata realizzata una sala elegante, dedicata al servizio di ristorante alla carta, aperto pranzo e cena.  Il servizio e il menù, a qualsiasi ora, si basa sullo slogan:  “semplice ma sorprendente” che rappresenta la  filosofia con cui i gestori hanno voluto dare nuova vita a questo simbolo della città, rendendolo nuovamente  un luogo di incontro, vivo tutto il giorno, dove ci si relaziona e si trascorre il tempo libero, si mangia bene e si assiste a spettacoli e a musica dal vivo.

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